Ormai siamo arrivati alla fine di Aprile e il mese di Maggio è alle porte, un nuovo mese con altre feste. Prima di entrare a parlare di Maggio mi soffermo in merito a questa domenica che cade dopo la Festa della Liberazione.

Una ricorrenza importantissima che ci ricorda come questa Nazione è uscita dalla seconda guerra mondiale, permettendo definitivamente all’Italia di svincolarsi da quei periodi drammatici con moltissimi morti. Ricordare e andare con la memoria a quei tempi terribili, che hanno segnato sopratutto il Nord Italia con il massacro di migliaia di civili.

Persone innocenti che hanno lasciato questo mondo, uccisi senza pietà: ricordiamo infatti gli ebrei nei campi di concentramento, bambini, anziani, donne e uomini che hanno vissuto un periodo nefasto sotto ogni punto di vista.

Pensiamo e preghiamo per loro, un pensiero profondo che dovrebbe essere fatto più spesso non solo quando ricorre l’anniversario del 25 Aprile.

La gente e la guerra

Il ricordo di persone che hanno vissuto sulla loro pelle un’epoca drammatica, dovrebbe farci riflettere e pensare che questa situazione di pandemia, che stiamo vivendo da più di un mese, non si può paragonare alla vita in quel contesto bellico di settanta anni fa.

Cerchiamo allora di riflettere e pensare come le persone hanno lottato e cercato di sopravvivere in quell’ ambito in cui era difficile cavarsela, dove sostenersi non era una scelta, ma una necessità soprattutto se privi di cibo.

Tutti uniti per quel poco che potevano fare, anche a distanza, ma sempre con il pensiero alla Libertà. Emancipazione, un concetto costantemente presente nelle loro anime anche nelle difficoltà di ogni giorno, cercando ad esempio la condivisione del cibo frazionato.

Quello che doveva essere per loro la felicità, ossia uscire, scappare da quella situazione per sentirsi liberi di vivere e di mangiare, in pratica non era altro che una corsa verso quel qualcosa di incerto, di insicuro dove non vi era un futuro garantito. Si credeva nella speranza, unica certezza che si aveva per sopravvivere.

Un Esempio di speranza per noi

Quindi prendiamo esempio da loro, uniti cerchiamo di andare avanti avendo anche noi la Speranza di uscire da questo incubo. Cerchiamo ogni giorno di credere fortemente, interiormente alla Libertà della Vita; crediamoci ognuno come è capace, con esercizi di sopravvivenza dettate da chi conosce le regole.

Non usciamo dalla linea che divide ognuno di noi, manteniamo la distanza fisica, ma non quella morale, armiamoci di speranza e condivisione, di unione e umanità. Pensiamo che dal nostro comportamento possiamo far vivere o morire uno nostro fratello: come nel periodo della guerra ognuno si occupava dell’altro.

Seguire le regole

Amici miei, impariamo dagli esempi positivi del passato per non sbagliare, per non dimenticare ciò che è stato, vivendo profondamente la nostra realtà in questo momento così crudele. Seguiamo le regole e tutti ne usciremo più in fretta.

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