Scrivere di Stefano D’orazio, il grande batterista dei Pooh, è per me un grande piacere, in quanto sono amante del gruppo da sempre fin dai loro inizi con il disco “Piccola Katy” che ancora oggi possiedo. Una musica, la loro, che ti entra nel cuore e le parole scritte da Stefano vibrano nell’aria lasciando i cuori sospesi per il contenuto profondo e coinvolgente.

Dopo la morte di Sir Sean Connery, di Gigi Proietti e di Stefano dei Pooh, mi trovo qui a ricordare e a parlare di loro con un immensa tristezza. Tre grandi personaggi, ognuno nel suo campo, diversi per certi aspetti, ma con un unico comun denominatore che è il Cuore.

Anche Stefano, come Sean e Gigi, ci ha conferito non solo una parte di importante di se, infatti egli ha dato il suo esemplare contributo morale oltre che quello artistico per le nostre vite. D’Orazio ci ha infuso la voglia costante di ricominciare, di non abbandonare mai i nostri sogni, nonostante tutto.

La storia artistica di Stefano

Stefano nasce il 12 Settembre del 1948 nel quartiere romano di Monteverde, da una famiglia unita, dove regna l’affetto più grande. Il padre caposezione al Distretto Militare di Roma, la madre faceva parte del personale ONMI (Opera Nazionale Maternità e Infanzia), un istituto che si occupava di orfani e ragazze madri.

Sin da bambino ha mostrato l’interesse per la batteria. Dopo il liceo classico la sua passione aumenta tanto da creare il primo gruppo “The Kings”. In quel periodo acquisto’ una batteria di seconda mano, successivamente il nome del gruppo cambiò in “The Sunshines” e iniziarono a esibirsi nei locali della periferia romana suonando pezzi strumentali degli “Shadows”, questo perché non avevano i mezzi finanziari per procurarsi un impianto voci. Con questo gruppo esordì come paroliere scrivendo il testo “Ballando male”.

Dopo questa breve esperienza D’Orazio scrisse una colonna sonora dello spettacolo per percussioni e voci: “Osram” di Carmelo Bene e Cosimo Cinieri.

Successivamente entrò in una nuova formazione musicale, e a Roma aprì due “Cantine Club” dove si esibivano i gruppi inglesi. Oltre a questo impegno Stefano associo’ anche l’attività di Turnista presso Rca.

L’ingresso nei Pooh

A Cinecittà fece anche qualche comparsata in vari film in produzione e contemporaneamente militò anche di svariati gruppi musicali, ma l’entrata nella band dei Pooh fu esattamente l’8/9/1971. Era già conosciuto dai membri della formazione e la prima canzone interpretata da solista fu “Tutto alle tre”.

In seguito ci furono altri dischi di successo come “Eleonora mia madre” dedicato a sua madre, poi ricordiamo “Pronto, Buongiorno è la sveglia” e anche il pezzo “Se c’è un posto nel tuo cuore” interpretata interamente da Stefano. Questo album venne utilizzato come sigla del programma televisivo sportivo: “Il processo del lunedì”. Scrive e l’interpreta la canzone autobiografica: “La ragazza con gli occhi di sole”. Ricordiamo anche la meravigliosa “Uomini soli” e tanti altri bellissimi testi.

Dopo 38 anni al termine di un tour trionfale in giro per tutta l’Italia, per la precisione, il 30/09/2009 Stefano abbandonò le bacchette della batteria per dedicarsi all’attività di imprenditore musicale e autore di musical di successo come: “Pinocchio”, “Aladin” e “Mamma Mia”. D’orazio non aveva abbandonato completamente la band, infatti continuò a collaborare fino al grande ritorno nel 2016 per i cinquant’anni di carriera.

L’attività Recente

Scrive altri tre testi per il gruppo, nel 2018 è autore del libro: “Non mi sposerò mai” e compone una canzone per una commedia con Maurizio Micheli. Tutti questi nuovi progetti dovevano vedere la luce nel 2020, ma a causa della pandemia Covid-19 è costretto a rimandare tutto.

A Marzo 2020 scrive il testo del singolo “Rinascero’ rinascerai” di Roby Facchinetti, i cui ricavati sono stati devoluti all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo per sostenere la lotta contro il Coronavirus.

La Scomparsa

Il 6/11/2020, data bruttissima da ricordare, Stefano D’Orazio ci lascia all’età di 72 anni, dopo aver contratto il Covid-19 in Ottobre.

Ci saluta un Grande Uomo, non solo per i suoi innumerevoli successi in campo musicale: come batterista, paroliere, cantante e regista italiano, ma soprattutto perdiamo un fratello, un compagno di vita. Ci abbandona un testimone di tanti momenti importanti, una persona onesta, dal cuore grande che non voleva che nessuno soffrisse. Ricordiamo il suo impegno in favore di gatti e cani randagi, in realtà Stefano aiutava sempre chi aveva bisogno, queste sue attività benefiche sono state ribadite sia dai suoi amici e anche dagli ex compagni dei Pooh.

Stefano, “Rinascerai…e canterai in cielo, che la tua anima sia in pace. Grazie per tutto quello che ci hai donato e sarai nei nostri cuori per sempre. Ti abbraccio.

Photo by Rickydavid