Rivedere i parenti o gli amici anche solo da lontano deve essere una sensazione bellissima per chi non ha potuto ultimamente farlo.

Con le nuove regole si può, a piccoli passi, avvicinarsi all’idea di una possibilità di vita, ma bisogna ancora stare attenti e prendere le dovute cautele. Ma anche una piccola novità può dire e dare molto a chi in questo momento così delicato ha parenti, amici, fidanzati o intere famiglie lontano da se.

Il piccolo spicchio di vita

Ecco all’ora che un piccolo spicchio di vita fa uscire il sole dalle nostre finestre, fa sorridere un volto triste, fa parlare e raccontare degli avvenimenti difficili che sono passati, ma ancora non sono finiti.

Quando non puoi abbracciare un tuo caro, il ritrovarsi anche da lontano con la mascherina non nasconde certo lo sguardo dietro quel pezzetto di tessuto. Gli occhi parlano e dicono ciò che la bocca, il sorriso o un abbraccio non può fare: occhi umidi, trasparenti e profondi parlano ed esprimono pensieri profondi e significati sinceri.

Abbracciamoci con gli occhi

Abbracciamoci con gli occhi quindi, uniamo i pensieri, i sospiri, le vite gli uni agli altri e ricordiamoci anche di non dimenticare di festeggiare la nostra mamma: questa domenica infatti è la Festa della mamma, di tutte le mamme anche di quelle che non ci sono più.

Festa della mamma

In questo situazione così precaria ricordiamoci di festeggiare, perché la mamma è una figura importante nella nostra crescita. Abbracciamola con gli occhi, scriviamo un pensiero, una poesia, manifestiamo il nostro ringraziamento per tutto quello che ha fatto per noi e che continua a fare.

La mamma è il nostro pilastro di vita, la nostra guida che ci accompagna e protegge anche quando le cose si fanno difficili. Si sacrifica per noi, allora ricordiamola ogni giorno, ringraziamola per i suoi gesti silenziosi e non facciamolo solamente quando è la sua festa.

Dobbiamo pensare che la mamma non è eterna e quindi non dimentichiamo di dirle tutto ciò che è nel nostro cuore, per non avere in seguito quel rammarico quando arriveranno i momenti tristi dove non sarà più possibile.

La mamma è il nostro fiore, il più bello del giardino: profumato e delicato, esso va custodito e difeso fino alla fine. Fiore che non va rinchiuso in un ospizio quando è ammalato, ma va curato, assistito come lei fece con noi quando eravamo piccoli e continuando nel tempo, anche una volta diventati grandi, autonomi, uomini e donne.

Curate il vostro fiore, io curero’ il mio dal cielo e sempre lo amerò. Ogni giorno lo chiamerò per darle il buongiorno e la buonanotte. Sarà presente nei miei sogni, come nella mia vita, così come nei miei pensieri e nel mio cuore sempre. Fatelo anche voi curate il vostro fiore, innaffiatelo e amatelo, perché non appassisca.

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