Ci ha lasciato il giorno del suo compleanno, doveva festeggiare ottant’anni il 2 Novembre, un Grande Maestro dell’ironia, un istrione, un talento della storia, così io lo definirei: parliamo di Gigi Proietti.

Un attore dai mille volti che con la sua “carica romana” ha coinvolto tutti nelle interpretazioni dei suoi personaggi, soggetti così coinvolgenti recitati come solo lui sapeva fare. Una mente e una lingua sciolta, facile da capire e capace di appassionare il pubblico in ogni ambito teatrale, televisivo e cinematografico.

Gigi Proietti: la carriera artistica

Tutto incominciò negli anni ’70 quando fu chiamato a sostituire Domenico Modugno nel Musical “Alleluja brava gente”, da quel momento non si fermò più, punta di diamante della scena teatrale romana sia nel comico sia nel drammatico.

Nel’ 74 insieme a Carmelo Bene ne “La Cena delle beffe” di Sam Benelli. Due anni dopo con “A me gli occhi, please”conquista il pubblico.

Nel’76 nell’ambito cinematografico, il film “Febbre da Cavallo”, interpretando uno scommettitore incallito: Mandrake, lo inserisce nella lista italiani di culto. Nel 1996 è in televisione con “Il Maresciallo Rocca” una fiction che gli ha regalato un grande successo di pubblico.

Poi negli anni 2000 “Le barzellette”, un grande personaggio nell’interpretare le barzellette, con le sue pause, con le tonalità di voce diversificate in base alla battuta. Non dimentichiamoci che nel 2019 interpretò il personaggio di Mangiafuoco, nel film “Pinocchio”.

Ha partecipato come Giudice al programma di Carlo Conti “Tale e quale Show”. In veste di doppiatore ha dato voce ad attori di grande calibro come Robert De Niro e Dustin Hoffman.

Una carrellata di successi uno dopo l’altro, un personaggio che raccoglie innumerevoli parti in ogni ambito culturale, come abbiamo visto. Un attore, un comico, un doppiatore, un registra, un conduttore, insegnante, uno scrittore, un Maestro che ci ha condotto per mano nel suo mondo per regalarci momenti variegati.

Ha saputo regalarci sorprese piacevoli insite al suo percorso che solo un personaggio come lui poteva dare. Credo che sarebbe interessante conoscere la sua fanciullezza per far conoscere l’importanza dell’impegno, della costanza nel realizzare i propri sogni, nell’importanza di crederci sempre e insistere nella loro realizzazione.

Il giovane Proietti

Partiamo infatti da questo concetto per far conoscere Gigi da ragazzo, l’amore per la musica; suonando vari strumenti musicali dalla chitarra, al pianoforte, al contrabbasso, alla fisarmonica.

Frequenta Giurisprudenza a La Sapienza di Roma e per mantenersi agli studi lavorava senza sosta dalle 22 di sera alle 4 del mattino nei night club. Si iscrive per caso al Centro Teatro Ateneo e diventa allievo di Arnoldo Foà, un personaggio di spicco del teatro italiano. Alla mattina frequentava le lezioni, al pomeriggio l’Ateneo e alla sera nei locali.

A sei esami dalla Laurea abbandona il percorso universitario per intraprendere un altra carriera, quella che diventerà il motore della sua vita, l’arte a 360 gradi, con la sostituzione di Domenico Modugno e da qui inizia il suo percorso teatrale, cinematografico e televisivo.

Proietti diceva di aver appreso di più dai giovani che insegnato. Attraverso uno spot del Comune di Roma, Gigi aveva invogliato le persone a rispettare il lockdown, da una situazione così difficile trovava risvolti positivi. La responsabilità è di ognuno di noi, è facile scaricarla sugli altri.

Ricordare Gigi

Ricordare Gigi non sarà difficile, resterà per sempre nella Storia, è un’ Icona della nostra vita, un amico che porteremo nel nostro cuore. Ciao Gigi, rallegra il cielo con le tue performance e aiutaci con le tue risate a superare questo difficile momento. Il tuo pubblico ti abbraccia e ti ringrazia per quello che ci hai donato.

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