L’Orto Botanico di Roma è come una riserva naturale per me: verde dappertutto, piante rigogliose, angoli di bellezza sparsi ovunque.

Un posto suggestivo che dona al visitatore un fascino particolare, ogni spazio è adibito alla bellezza e allo stupore, supportati anche dai profumi e colori che ti innondano al tuo passaggio.

Tendi quasi a perderti in quelle piccole stradine asfaltate, dove a volte cammini a fatica, per via di piccoli sassolini che sfregano le scarpe.

Ti guardi intorno e non vorresti andare via, ti senti parte di quell’incanto. Ogni stand racchiude una meraviglia: vestiti ricamati, gioielli del passato e del presente, foulard particolari ricamati, oggetti antichi e moderni, libri, autori che narrano storie fantastiche o realtà vere, sospiri, festa, allegria, cibo prelibato, nuovi orizzonti.
Si incontra gente diversa, curiosi, stranieri, ogni cosa è magica e ti senti avvolta in un’area nuova, leggera.

Io e la scoperta musicale

Tutto è nuovo per me, giro incuriosita fra gli stand alla ricerca di qualcosa di diverso, anche se tutto è già così magico, ma in un momento di pausa, una musica leggiadra e sottile attrae il mio udito, così silenziosamente mi siedo per ascoltare.

Suoni di campane tibetane e una voce d’angelo le accompagnano. Si tratta di una fanciulla dagli occhi sorridenti vestita in modo antico, dalla cui bocca esce una voce celestiale, un incanto tale che persino i bambini che arrivano si fermano per udirla.

Nonostante la ragazza canti in lingua tibetana, quella sua voce così angelica mi sfiora la pelle e brividi mi percorrono nel corpo.

Quella melodia mi entra nell’anima e scorre come un fiume dentro di me, io comincio a cantare, con la voce seguo le sue parole, quel suono magico mi rende felice, mi fa stare bene, emozioni a go go.

La fanciulla si racconta e mi sentivo sempre più proiettata verso la sua musica. Ogni brano ha un significato, è una melodia terapeutica che risolve ogni problema, non solo emotivo ma ti aiuta a sintonizzarti con te stesso.

Ripensare a quella musica

Attraverso la sua musica particolare, che mi è entrata in profondità, sono arrivata a persino a piangere e mi sono sentita guarita dentro.
Se ripenso a quegli attimi provo ancora un senso di felicità e leggerezza nel mio cuore, in quel luogo magico ero avvolta da questa nuvola musicale che non mi lasciava andare. Provavo un forte benessere, è come se il suo canto e la sua musica facessero già parte di me.

Una voce celestiale, coinvolgeva tutti all’ascolto, e lei guidava spiegando la funzione di ogni brano. Qualcosa accadeva, sguardi seguivano silenziosamente la musica cantata dalla sua voce.
Una grande empatia è nata e si è trasformata nell’ascoltare la sua musica nella mia vita, non riuscivo a staccarmi da lei e dal suo mantra. I suoi contatti rimarranno sempre nel mio cuore.

Legami magici

Possibilità di incontrarsi assolutamente si perché sento che qualcosa ci unisce e non solo: un progetto di lavoro insieme è in lavorazione, e la sua musica farà parte di ogni giorno della mia vita.

Ecco cosa succede quando ti trovi in un posto dove la natura fa da padrona, niente è impossibile e tutto può accadere. Nel profumo del verde gli incontri accadono e sono speciali tanto da lasciarti un rinnovamento interiore.

Lasciatevi andare ai profumi, ai colori e ai suoni leggiadri di una musica che ti penetra per farti scoprire cose nuove, come è successo a me, in questo quadro di natura e leggerezza.

 

Foto di Hans Braxmeier da Pixabay